Addio a Daniel Schinasi il pittore dell’Esodo e dei grandi murales

Il pittore Daniel Schinasi. Foto: Il Telegrafo

È morto ieri mattina alle 6,30 a Nizza, dove viveva Tornerà a Livorno, dove sarà sepolto nel cimitero ebraico.

Maria Meini

LIVORNO. Ha voluto essere sepolto accanto al rabbino emerito Elio Toaff, nel cimitero ebraico di Livorno, dove oggi sarà accompagnato dalla moglie Manuela e dai figli David, direttore di una compagnia di sicurezza negli Usa, e Sarah, regista lirica internazionale, per l’ultimo viaggio. «Nella sua Toscana – dice Sarah – la Toscana che amava: di Leonardo, Galileo, Botticelli, Paolo Uccello, Modigliani, Puccini, Mascagni…»

Il pittore Daniel Schinasi, inventore del neofuturismo, è morto ieri mattina alle 6,30 all’ospedale di Nizza, la città in cui da una ventina di anni si era trasferito insieme alla moglie. «In Costa azzurra si sta bene – scherzava l’artista con gli amici -: c’è un buon clima e i medici conoscono i miei malanni».

Avrebbe compiuto 88 anni il prossimo 17 maggio. Daniel Schinasi era il pittore del Viaggio, l’Esodo biblico del suo popolo lo ispirava nei grandi trittici e nei murales che affrescano molte stazioni ferroviarie: da Pisa a Firenze, a Cecina. Sempre il viaggio, il movimento. Nato ad Alessandria d’Egitto, aveva vissuto in Toscana, a Parigi, in Svizzera. Ebreo sefardita, si autodefiniva proprio attraverso il movimento. «L’esodo appartiene alla storia – diceva -. La partenza del popolo ebraico dall’Egitto è stato un momento magico e fra i più importanti per la storia dell’uomo: il popolo ebraico ha scelto la fuga, senza mezzi, ha scelto la libertà, arrivando alla terra promessa, guidato da uno dei più grandi personaggi della storia, quel Mosè che ha dato al mondo i Dieci comandamenti. Ma l’esodo mi appartiene, anch’io ho fatto una parte della strada del mio popolo, ma invece di andare nella terra promessa sono tornato nella terra dei miei avi, Livorno. Meno male che conoscevo la lingua, avevo studiato l’italiano ad Alessandria».

Nato nella città ellenica, aveva lasciato l’Africa in nave nel 1956, durante la crisi di Suez. Pochi dollari in tasca e una valigetta con un paio di camicie e i primi disegni. Un segno premonitore.

Aveva 24 anni, nel ’56: il primo scalo fu il porto di Bari, da lì Venezia, poi, in treno, al buio, arrivò a Livorno.

Dove trovò il primo impiego in una scuola cattolica, e in seguito alla Piaggio. «Ma non faceva per me quel lavoro da impiegato», diceva. Così, sul treno da pendolare Livorno – Pontedera, capì che il suo destino era l’arte. «Cominciai a dipingere e dopo sessant’anni non ho più smesso».

Pittura e viaggio: da Livorno si trasferì a Cecina, dove incontrò la moglie Manuela, insegnante, e dove sono nati i due figli. Qui ha dato vita a una scuola di pittura, e nel 1987 ha realizzato il murale per la stazione. Fu inaugurato il 25 aprile, non una data a caso, ma la festa della Liberazione.

Daniel Schinasi inaugurava nella hall della stazione ferroviaria cecinese il grande murale dal titolo “Il treno testimone delle vicende umane”. Un treno che portò gli ebrei ad Auschwitz, ma anche il treno come messaggero di pace, che ritorna dal viaggio dell’orrore per trasmettere nuovi messaggi. Il murale raffigura mamme che aspettano i loro figli e mariti, ci sono il capostazione e Arturo Toscanini, il poeta Giuseppe Ungaretti, Tullia Zevi (scrittrice e giornalista, già presidente delle Comunità ebraiche italiane), Primo Levi, la moglie e le figlie di Schinasi, papa Giovanni XXIII che apre le porte della carrozza come simbolo dell’apertura della Chiesa verso l’Ebraismo, e l’abbraccio fra papa Giovanni Paolo II e il rabbino emerito Elio Toaff, che ricevette in sinagoga a Roma nel 1986 la visita del Papa. Raffigurato anche il sindaco dell’epoca, Renzo Cioni, accanto all’artista.

Anche dopo essersi trasferito in Costa azzurra il legame con Cecina è rimasto molto forte: Schinasi ha realizzato per il Comune, su richiesta del sindaco Samuele Lippi, una statua dedicata proprio a Toaff. E ha continuato a frequentare la campagna sopra Cecina, dove ha una casa a Casino di Terra, nel comune di Guardistallo. I suoi quadri sono stati esposti in tutto il mondo, da Parigi a Belgrado, da Madrid a Tel Aviv. Nizza gli aveva dedicato di recente una grande personale.

Le sue spoglie arriveranno stasera a Livorno, dirette al cimitero ebraico. —

Fuente: iltirreno.gelocal.it / Foto: iltelegrafolivorno.it

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